Una storia di libri, arte, tacco dodici, amicizia e introspezione: il primo compleanno di Scrittura a Tutto Tondo, visto da me.

Due settimane sono passate dai festeggiamenti del primo compleanno di Scrittura a Tutto Tondo, l’agenzia di servizi editoriali fondata lo scorso anno da Rita Charbonnier, scrittrice di talento e amica senza pari, e finalmente sono qui a scrivere un post su questo evento.

Qualcuno di voi penserà, ammazza, ma quanto le è durato il dopo sbornia? Quanti brindisi avete fatto?

Una sbornia, personalmente, l’ho subita, ma non per colpa del vino: si è trattato di una sbornia emotiva, una sovrabbondanza di emozioni che mi ha investito fin dal mio arrivo a Roma venerdì 8 maggio  ─ arrivo che potrei anche chiamare “ritorno”, visto che si tratta della mia città natale, dove ho vissuto i primi ventidue anni della mia vita, proprio nel Rione Trevi – Colonna, dove si situa anche la 6° Senso Art Gallery, che ha felicemente ospitato la festa. E che non si è poi interrotta, fino alla mia partenza sul Freccia Rossa di due domeniche fa, tanto da farmi pubblicare solo ora il mio pensiero.

AVVERTENZE (ovvero Post Scriptum dell’autrice, che ho sentito dovuto al lettore, aggiunto dopo aver scritto questo post): volevo trasmettere un pensiero, ho prodotto quanto è di più simile a un racconto. Chi vuole continuare a leggere, pertanto, si metta comodo. Chi non vuole continuare, la peste su tutte e due le vostre famiglie! Che non c’entra niente, ovviamente, ma chi mi conosce sa che sono solita citare Shakespeare, anche a caso, pur inserirlo nel discorso.

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Verso l’infinito e oltre (con fermate a Roma, Torino e Senigallia) – ovvero, io e la mia amica Rita

Sono passati quasi tre anni da quando ho preso in mano per la prima volta un libro scritto da Rita Charbonnier, e dal nostro incontro presso il Salone del Libro di Torino, nel maggio 2011.images (2)

Dovessi scrivere un articolo puramente giornalistico su “Rita Scrittrice”, oltre a definirla musicista, attrice, cantante, e naturalmente scrittrice di talento, attingerei pienamente a termini come “poliedrica” ed “eclettica” e a relativi sinonimi, tutti ovviamente positivi. Direi ancora, che tali aggettivi, piuttosto che categorizzare, potrebbero solo aprire il sipario, per rimanere in tema artistico, alla scoperta dei diversi “doni” che un artista come Rita può riservare a chi decide di fermarsi ad ascoltare la sua voce. Continua a leggere “Verso l’infinito e oltre (con fermate a Roma, Torino e Senigallia) – ovvero, io e la mia amica Rita”