La dodicesima notte. Adattamento per ragazzi dell’opera di William Shakespeare su Notabilis

Siamo stati nominati! Ma non per uscire dalla casa del GF: in un articolo di Salvo Zappulla, scrittore e giornalista, sulla pregevole rivista siciliana Notabilis  si parla di noi.
Grazie all’autore dell’articolo e grazie ancora e sempre a Rita Charbonnier e alla sua Scrittura a Tutto Tondo.
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© 2014 Germana Maciocci
Tutti i diritti riservati
Copertina di Valentina Marinacci
E-book auto-pubblicato dall’autrice tramite StreetLib SelfPublish
Edizione cartacea auto-pubblicata dall’autrice tramite CreateSpace
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La dodicesima notte. Adattamento per ragazzi dell’opera di William Shakespeare

LA DODICESIMA NOTTE.
ADATTAMENTO PER RAGAZZI
DELL’OPERA DI WILLIAM SHAKESPEARE
DI GERMANA MACIOCCI

NUOVA EDIZIONE TUTTA IN ITALIANO
DA OGGI DISPONIBILE ANCHE IN FORMATO CARTACEO

 

DPageflex Persona [document: PRS0000026_00089]a dove nasce l’idea di questo adattamento?
Shakespeare fa parte della mia storia da sempre, come ho avuto modo di scrivere diverse volte in altri articoli.

Rievocando in particolare cosa mi ha ispirata a prendere in mano un quaderno e una matita, e a intraprendere la riscrittura de La dodicesima notte, mi viene in mente subito una telefonata lunghissima intercorsa tra me e la mia amica Laura Vitali, con la quale, oltre al banco alle medie e gli studi all’Università, ho condiviso e continuo a condividere la passione per il teatro elisabettiano. Per farla breve, a entrambe era venuto in mente di realizzare lo stesso progetto, ovvero quello di scrivere e mettere in scena un adattamento di una commedia di Shakespeare per la drammatizzazione da parte di bambini e ragazzi.

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Sogno di molte notti d’estate

Mentre si avvicina inesorabilmente la fine di questa lunga estate calda…. un nuovo sogno prende forma… caro Macbeth, sei pronto per essere adattato? Dì di sì…

Ellen Terry as Lady Macbeth 1889 John Singer Sargent 1856-1925 Presented by Sir Joseph Duveen 1906 http://www.tate.org.uk/art/work/N02053
Ellen Terry as Lady Macbeth 1889 John Singer Sargent 1856-1925 Presented by Sir Joseph Duveen 1906 http://www.tate.org.uk/art/work/N02053

DA OGGI ONLINE: “LA DODICESIMA NOTTE 4 KIDS”, DI GERMANA MACIOCCI. EBOOK DELL’ADATTAMENTO PER BAMBINI DALL’OPERA DI SHAKESPEARE

SIAMO DELLA STESSA MATERIA
DI CUI SONO FATTI I SOGNI,
E UN SOGNO ORA, PER ME, E’ DIVENTATO REALTA’.

WE ARE SUCH STUFF AS DREAMS ARE MADE ON,
AND A DREAM COME TRUE FOR ME NOW.
(Germana Maciocci)

IN VENDITA ONLINE

cover12thNight

Da Shakespeare ai nostri bambini: un adattamento in lingua italiana in versi (solo le canzoni sono state mantenute identiche alle originali) de La Dodicesima Notte, destinato sia alla visione sia alla messa in scena da parte dei più piccoli, un lavoro svolto con impegno e passione, nel pieno rispetto del testo originale inglese.

From Shakespeare to our children: an adaptation in Italian verse  (only the songs were kept identical to the originals) of the Twelfth Night, directed both to the vision and the staging by our little ones, a work with commitment and passion, in full respect of the original English play.

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Re Lear, da Le Storie di William Shakespeare di Leon Garfield, Parte 5 – traduzione di Germana Maciocci

Anche il conte di Gloucester, nel frattempo, era venuto a sapere per lettera dell’imminente arrivo delle truppe francesi, e, vile quale egli era, aveva nascosto la notizia sia al duca che alla duchessa di Cornovaglia. La vita del vecchio conte, come quella del regno intero, era ormai in rovina. Edgar, il suo primogenito, era stato accusato di tradimento; fuggendo, diventando un ricercato. Il messaggero del re era ai ceppi fuori dalla porta del suo stesso castello; e il conte non era ormai neanche più padrone a casa sua. Ovunque si girasse, vedeva i servitori armati del duca; ovunque andasse, si ritrovava a dover affrontare il malcontento del duca e della duchessa, iniziando a sentirsi non meno di un intruso. Gli avevano sottratto anche l’ultima sua consolazione, il suo fedele figlio Edmund, il quale passava più tempo ormai con il duca e la duchessa, che con suo padre, il conte.

Finché all’improvviso, simile a una tempesta a cavallo, arrivò il re! Con i bianchi capelli e la bianca, folta barba scompigliata, a circondare il volto arrossato, come un sole in inverno, egli chiese di poter parlare con il duca di Cornovaglia e sua moglie, i quali avevano osato mettere ai ceppi il suo messaggero. Pieno di angoscia, il conte corse a portare il comando del re ai suoi importanti ospiti;e ancora più angosciato ritornò con la loro fredda risposta. Il re lo fissò stupito.

“Si rifiutano di parlarmi! Sono indisposti! Sono stanchi perché hanno viaggiato tutta la notte!”urlò. “Trovami una scusa migliore!”

“Mio caro signore”, tentò Gloucester, preso in mezzo all’ira del suo vecchio padrone e alla fierezza dei nuovi, “sai quanto il duca sia irruento”.

“Vendetta! Maledetti! Morte e sventura!” ruggì il re. “Irruenza! Da quando si tratta di una qualità?” esclamò, mandando di nuovo il conte a chiamare il duca e la duchessa, i quali, infine, arrivarono, e allora il messaggero fu liberato; ma il re a malapena si accorse della sua partenza, perché finalmente Regana, la sua amata figlia, lo aveva raggiunto; e quale altro padre aveva una figlia preziosa quanto Regana? Il suo cuore era talmente colmo di amore per lei, che il re iniziò a confidarle, in un tumulto di parole, più simile a un bambino ferito che si rivolge alla madre amata, tutte le ingiustizie che aveva subito dalla sorella maggiore.

Regana però lo interruppe. “Non credo che mia sorella abbia mancato nei vostri confronti” disse questa freddamente.

Il re sussultò, ondeggiando leggermente, come portato dal vento; quindi si fermò a fissarla. Aveva sentito bene? Era proprio lei, Regana, la sua tenera, affettuosa Regana, che aveva parlato di fronte a lui, l’insensibile duchessa, insieme al suo duro coniuge? No, non poteva essere lei, non con quella voce crudele che lo dichiarava vecchio e con un piede nella tomba, ormai incapace di prendersi cura fin di se stesso; la stessa che affermava che Gonerilla era stata giusta nel rimetterlo al suo posto, e che egli avrebbe dovuto tornare indietro da lei in ginocchio, chiedendo umilmente perdono! Non poteva essere Regana, e lui non l’avrebbe maledetta come aveva fatto con Gonerilla. Doveva trattarsi di un mostro che ne aveva preso le sembianze, perché sua figlia non avrebbe mai rinnegato l’amore dichiarato al padre, tantomeno si sarebbe rivelata tanto ingrata. Non era come Gonerilla.

“Oh dei del cielo, se amate chi è ormai vecchio come me, scendete sulla terra e difendetemi!” urlò il re con un brivido di angoscia.