La signorina e l’amore, romanzo d’amore di Giovanna Mozzillo. Il mio pensiero.

All’inizio di quest’anno, di ritorno dalle vacanze natalizie, ho ricevuto un regalola_signorina_e_l-amore_400 inaspettato: la signora Giovanna Mozzillo, scrittrice, mi ha contattato via e-mail chiedendomi la cortesia di recensire il suo libro “La signorina e l’amore”, romanzo che, ho scoperto dopo, era stato pubblicato nel 2001 e che, proprio nel gennaio scorso, era stato riproposto sia in formato digitale sia cartaceo dalla casa editrice digitale goWare.

Non avendo ancora un rapporto agevole con la gestione dei libri elettronici, nonostante personalmente abbia pubblicato due e-book grazie alla molto gradita collaborazione con Scrittura a Tutto Tondo, ho chiesto gentilmente alla scrittrice la possibilità di ricevere una copia cartacea del suo romanzo.

Qualche giorno dopo, non solo ricevo il libro per posta, ma insieme un biglietto di accompagnamento della stessa autrice, che ho apprezzato veramente molto, e nel quale scriveva, umile: “Per me il web è un oceano ignoto e ho bisogno di aiuto per non smarrirmi con la mia creatura”. Ho percepito tutta la sincerità del suo messaggio, e poco tempo dopo ho letto il libro, che è risultato molto scorrevole e di piacevole lettura. Purtroppo, per motivi personali non ho potuto soddisfare prontamente la richiesta della signora Mozzillo, e solo ora pubblico il mio pensiero su questo romanzo, nella speranza di poter dare, nel mio piccolo, un soffio di vita a un’opera veramente apprezzabile della nostra letteratura contemporanea.

Giovanna ci racconta la storia di Rosella, una ragazza dalla salute delicata ma dotata di una forza d’animo e di una capacità d’introspezione profonda. Sogna l’amore, quello vero e assoluto, al quale donarsi senza pensarci due volte. Leonardo è un medico, sposato, con figli, dedito alla ricerca e alla professione. S’incontrano durante l’epoca fascista, a Napoli, e vivono la loro passione come se fosse un destino al quale non si può sfuggire, la cosa giusta da fare, insomma. In tale destino, per un verso o per l’altro, è insito un retrogusto di dramma, percepibile fin dalle prime righe. Tale dramma si consuma inevitabilmente, in una modalità inaspettata al lettore, e con uno svolgimento e una conclusione ancora più sorprendenti, che fanno di questo romanzo un’opera estremamente originale.

Nella sua prosa, mi ha riportato alla mente, a tratti, lo stile di Joyce e di Virginia Woolf, o anche del nostro Tomasi di Lampedusa: uno stile classico e moderno al contempo, nel quale il flusso di coscienza della narrazione in prima e in terza persona non confonde il lettore, ma lo trasporta al contrario verso profumi, atmosfere, sapori e sentimenti vissuti dai protagonisti. È facile ritrovarsi, grazie alla narrazione capace dell’autrice, seppur nell’impossibilità oggettiva di un’esperienza diretta per le generazioni più giovani, nelle strade di una città come Napoli durante il Fascismo, dove, anche durante un periodo indiscutibilmente difficile della nostra storia, è possibile percepire una vitalità senza pari, fin nelle piccole cose, come la gioia di prendere un gelato con le amiche nel locale preferito, o di bagnarsi nelle acque limpide del Golfo.

La piacevolezza insita in questa storia, la boccata di aria fresca, per così dire, è che a mio parere rispecchia la vita, è più vero del vero, per così dire, descrivendo tutta una serie di situazioni e di sensazioni che, al di là della trama e del periodo storico scelti dall’autrice, non risultano così esclusive e affatto limitate, riuscendo a far percepire al lettore attento la complessità dell’animo umano.

Percepire è il termine che ho scelto apposta, perché, come in un brano musicale, la struttura letteraria in questo libro di Giovanna Mozzillo, oltre a essere corale e molto ben curata, va al di là del senso di un insieme di parole che raccontano una storia, risultando in più tratti, come accennavo poco sopra parlando dell’atmosfera napoletana, estremamente evocativa, a un livello più alto rispetto alla semplice narrazione.

Un libro da leggere assolutamente, per riscoprire quanto di buono c’è nella letteratura italiana e per dare il giusto onore a una scrittrice pregevole come Giovanna Mozzillo, e che consiglierei, come sono solita fare tra le amiche, per un regalo a chi ama le storie d’amore, che, come nella vita reale, hanno comunque un lieto fine, anche se non sempre uguale a quello delle favole tradizionali.

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