TWELFTH NIGHT 4 KIDS di W. Shakespeare, Atto III – adattamento di Germana Maciocci, bozza, estate 2011

Atto III

Scena I

(Il giardino di Olivia – Ent. Viola/Cesario e Feste)

 

Viola/Cesario

Che il Signore la tua musica, amico mio, possa salvare.

Feste

Che egli vi ascolti, caro signore;

e che io possa sempre onestamente parlare.

Viola/Cesario

Sei tu dunque della signora Olivia il folle?

Feste

Sono solo uno che prende ogni parola con le molle.

Viola/Cesario

Prestate allora servizio presso il conte Orsino?

Feste

La follia viene e va, mio caro signore,

a volte lontano se ne va, più spesso ci è vicino.

Viola/Cesario

Prendete allora queste, e fatele fruttare.

Feste

Vi annuncio alla mia padrona, non vi farà aspettare (esce).

Viola/Cesario

Al suo mestiere può rinunciare a differenza del sapiente,

per quanto faticoso, a quest’ultimo non porta niente.

(Ent. Sir Tobia e Sir Andrea)

Tobia

Dove vi portano le vostre gambe, gentil signore?

Viola/Cesario

Presso vostra nipote, vostro umile servitore.

Tobia

Portate presso di lei le vostre gambe, allora.

Viola/Cesario

Insieme a tutto il resto, e alla buon’ora.

(Ent. Olivia e Maria)

Olivia

Eccovi dunque ancora, mio bel signore.

Andiamo nel giardino, udienza voglio donarvi.

(Escono Sir Tobia, Sir Andrea a Maria)

Qual è il vostro nome?

Viola/Cesario

Cesario mia signora, servo vostro con onore.

Olivia

Servo siete del conte Orsino, e non posso biasimarvi,

anche se al posto del suo vorrei avere il vostro cuore.

Viola/Cesario

Vi compiango mia signora…

Olivia

Fate pure, mio signore, ma son lieta di informarvi,

che la mia vita di nuovo avete aperto all’amore.

Viola/Cesario

Amore io vi auguro, insieme a tanta gioia:

possiate presto cessare di essere ciò che non siete.

Olivia

Questo anche a voi io auguro, e certo già sapete,

quanto più felice potrò essere se il vostro cuore mi donerete.

Viola/Cesario

Vi giuro sulla mia età e sul mio onore

che nessuna donna padrona esser potrà del mio destino.

Vi lascio ora e mai più per il mio signore

verrò lacrime a piangere nel vostro bel giardino.

 Olivia

Di tornare da me io certo non vi vieto,

L’amore che mi negate, il mio non terrà segreto (escono).

Atto III

Scena II

(Una stanza nella casa di Olivia – Ent. Sir Tobia, Sir Andrea e Fabiano)

Fabiano

Mio caro Sir Andrea, questo giovane Cesario,

ogni chance con Olivia potrebbe far bruciare.

Sir Andrea

Avete certo ragione, gentile messer Fabiano,

ma per averla vinta che cosa posso fare?

Sir Tobia

Sfidatelo a duello, questa è la giusta via.

Scrivetegli una lettera, e l’andrò io a consegnare.

(Ent. Maria)

Maria

Venite, presto, la scena perder non dovete,

di un Malvolio tutto sorrisi, calze gialle e giarrettiere,

presso la nostra Olivia – caduto nella nostra rete! (escono)

 

Atto III

Scena III

(Una strada – Ent. Sebastiano ed Antonio)

Sebastiano

La vostra compagnia non saprò mai come ripagare,

spero solo che per colpa mia in pericolo non siate.

Ditemi, di quale colpa vi siete mai potuto macchiare

perché il conte Orsino più vedere non possiate?

Antonio

Non ho mai restituito al conte ciò che suo già era.

Se mi trovassero qui, terribile sarebbe la mia pena.

Andate pure a zonzo, eccovi la borsa intera,

presso “L’Elefante” vi attenderò per cena (escono).

Atto III

Scena IV

(Il giardino di Olivia – Ent. Olivia e Maria)

Olivia

Pazza d’amore potrò sembrare,

ma di far chiamare Cesario non ho potuto evitare.

Dov’è Malvolio, il mio savio servitore?

Maria

Tutto tranne che savio, ci potete ormai giurare:

non fa altro che sorridere, ha perso ogni pudore.

Olivia

Portalo qui allora (esce Maria), la mia pazzia sola non vuole stare.

(Ent. Maria e Malvolio)

Olivia

Cos’hai dunque Malvolio? Cos’è questo apparire?

Il sorriso fisso in volto, calze gialle e giarrettiere?

Malvolio

Oh dolce mia signora, i vostri comandi voglio seguire

E di certo non ho paura di farvelo vedere.

Olivia

Da Cesario devo andare, chiamate Sir Tobia,

l’amico è da guardare, non fatelo scappar via (escono Olivia e Maria).

Malvolio

Amico mi ha chiamato, la cara mia signora,

son padrone del suo cuore, già verso il mio destino.

Tobia sta arrivando, un altro passo ancora,

vediamo come trattare ora il cugino.

(Entrano Maria, Sir Tobia e Fabiano)

 Sir Tobia

Malvolio dove siete? Come vi posso aiutare?

Malvolio

Ottima cosa sarebbe se mi lasciaste stare.

Tobia

Come state mio buon amico? Il diavolo vi ha preso?

Malvolio

Andate voi al diavolo, non ne sarà sorpreso (esce).

Sir Tobia

L’inganno ormai l’ha preso, finiamo il nostro gioco,

chiudiamolo un po’ al buio, divertiamoci ancora un poco.

(Ent. Sir Andrea)

Sir Andrea

Ecco a voi la lettera per Cesario, penso possa andare.

Sir Tobia

La consegno prontamente, a nascondervi voi andate,

al giovane una sorpresa farete, che non potrà scordare.

(Esce Sir Andrea)

Certo vi ho mentito, un gran coro ora intonate,

in onore di Sir Tobia, della beffa il luminare.

Al povero ragazzo andrò a raccontare

quanto Sir Andrea sia bravo con la spada.

I due uomini così tanto andrò a spaventare

che la rabbia non riusciranno quindi a tenere a bada

(escono Sir Tobia, Fabiano e Maria).

(Ent. Olivia e Viola/Cesario)

Olivia

Cosa posso fare quindi per conquistare il vostro cuore?

Viola/Cesario

Nulla, al mio signore donate il vostro amore.

Olivia

Come posso a lui donare quello che a voi ho già dato?

Portate il mio ritratto, e domani ritornate.

La mia anima dall’inferno vi prego richiamate (esce).

(Ent. Sir Tobia e Fabiano)

Sir Tobia

Gentiluomo, una parola, vi prego di prepararvi,

poiché il vostro assalitore è già in guardia ad aspettarvi.

Viola/Cesario

Vi sbagliate, ne son certo, posso ora a voi giurare

che nessuno e ben ricordo con me è pronto a lottare!

Sir Tobia

Ve ne prego, state attento, questo uomo è assai offeso,

pace egli non troverà fino a quando l’anima vi avrà preso (esce).

Viola/Cesario

Vi prego dunque, Sir Fabiano, presso lui intercedete,

di sembrar vile io non temo, cerco solo un po’ di quiete

(escono Viola/Cesario e Fabiano).

(Rintrano Sir Tobia e Sir Andrea)

Sir Tobia

E’ una furia, ve lo giuro, e ragion non vuol sentire!

Sir Andrea

Dagli allora il mio cavallo, e che qua possa finire.

(Rientrano Fabiano e Viola/Cesario)

Sir Tobia

Il duello ormai mi sembra non si possa evitare:

sguainate le vostre spade, e andate ad iniziare!

Viola/Cesario

(a parte) Che il Signore mi protegga, la mia maschera dovrò lasciare!

(Entra Antonio)

Antonio

(a Sir Andrea) Il ragazzo non sfidate, la colpa o la difesa su di me voglio spostare!

Sir Tobia

Chi siete quindi voi, signor senza paura?

Antonio

Colui che per amore non teme alcuna sventura.

(Entrano due Guardie)

1° Guardia

Ecco qua l’uomo che ci han detto di arrestare.

Antonio

Purtroppo alla richiesta io devo sottostare.

(a Viola) Questo devo subire, per avervi fin qui seguito,

vi chiedo ora pertanto, ridatemi la borsa.

Viola/Cesario

Non so cosa chiedete, oh mio signore ardito,

ma vi cedo volentieri metà di ogni risorsa.

Antonio

Mi state prendendo in giro, o siete fuori di testa?

Dalla morte vi ho salvato, cos’è questa follia?

Vi dico Sebastiano, tornasse la tempesta,

il male che mi fate non laverebbe via (esce con le Guardie)

Viola/Cesario

(a parte) Mi ha chiamato Sebastiano! Il miracolo è accaduto?

Forse egli allora è salvo, forse niente ho perduto (esce)!

Sir Tobia

Che vigliacco, traditore, il suo amico ha rinnegato,

ora andiamo a vedere cosa ci riserva il fato

(escono Sir Tobia, Sir Andrea e Fabiano).

(Fine Atto III)

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