TWELFTH NIGHT 4 KIDS di W. Shakespeare , Atto I – adattamento di Germana Maciocci, bozza, estate 2011

 Atto I

Scena I

(Una stanza nel palazzo del duca Orsino – Ent. Orsino, Curio e altri; si sente suonare della musica )

Orsino:

Se la musica nutrimento è dell’amore

suonate allora, mi si spezzi pure il cuore;

suonate di nuovo quella canzone,

che al mio orecchio arrivava

come profumo di viole dal meridione.

Ma ora basta! Adesso è persa,

la dolcezza è ora solo fantasia;

la grandezza dello spirito d’amore

capricciosa, è andata per la via.

Curio:

Andiamo a caccia, mio signore?

Orsino:

Di cosa, Curio?

Curio:

Del cervo.

Orsino:

Ahimé, il cuore è il vero cervo dell’amore!

Il mio, guardando Olivia per la prima volta divenne tale,

e, da allora, del desiderio di lei mi insegue l’ardore.

(Ent. Valentino)

Notizie di Olivia?

Valentino:

Ha fatto voto di nascondere il suo viso,

per ben sette anni, così ha deciso.

Per ricordare il fratello morto, piangendo camminerà velata,

il cuore alla ricerca di conforto.

Orsino:

Se il l’amore per un fratello

può essere così intenso,

colui che l’avrà tutta,

avrà quindi un premio immenso!

Andiamo quindi ora, su prati fioriti,

soavi pensieri d’amore coltiviamo graditi!

 

Atto I

Scena II

(La riva del mare – Ent. Viola, il Capitano + marinai)

Viola

Amici, dove siamo?

Capitano

In Illiria, mia signora.

Viola

Nell’Eliso è Sebastiano.

Cosa farò mai io in Illiria?

Capitano

Il destino voi ha salvato…

Viola

Forse anche lui ha risparmiato.

Capitano

Vostro fratello infatti ho visto

ad un albero legarsi,

dopo lo schianto della nave;

un buon modo per salvarsi.

Viola

Dell’oro per queste buone nuove.

Conoscete questo Paese?

Capitano

Sono nato qui vicino.

Viola

Chi governa questo luogo?

Capitano

È il nobile duca Orsino.

Viola

Mio padre me lo nominò, e allora non era sposato.

Capitano

Non lo è ancora;

alla bella Olivia amore però ha giurato.

Viola

Chi è Olivia?

Capitano

Una fanciulla virtuosa, che da poco il fratello ha perduto.

Per l’amore che a lui portava, a quello degli uomini ha posto il rifiuto.

Viola

Servirla, e nascondermi presso di lei, sarebbe per me un sogno.

Capitano

È assai difficile, signora, di compagnia lei non sente bisogno.

Viola

Allora di un ragazzo prenderò l’aspetto;

andrò a servizio presso il duca e ne conquisterò il rispetto.

Capitano

Così sia quindi, mia nobile signora;

dovessi mai tradirvi, venga subito la mia ora.

Atto I

Scena III

(Casa di Olivia – Ent. Sir Tobia e Maria)

Tobia

La morte di un fratello non dovrebbe mia nipote così tanto addolorare.

Maria

Credetemi signore, per rallegrarla, prima a casa la sera dovreste tornare.

Di quanto bevete, è assai preoccupata,

insieme a quel tal cavaliere, a cui l’avete già presentata.

Tobia

Sir Andrea è uomo di grande valore, sapete,

buon musicista, buon parlatore, e di alte conoscenze lui ha sete.

Maria

Sete di vino, mio caro signore, o mi dite una sciocchezza;

i doni che possiede li sognate, è una certezza.

Tobia

Chi vi parla in tale modo di un tal nobile signore?

Maria

Son gli stessi che alla sera, nel vino annegare vi han visto le ore.

Tobia

Alla salute di mia nipote noi brindiamo, e di chi si rifiuta, la testa io reclamo.

(Ent. Sir Andrea)

Andrea

Buondì Sir Tobia!

Tobia

Salute a voi! Abbordate, Sir Andrea, abbordate!

Andrea

Come?

Tobia

La dama di compagnia di mia nipote.

Andrea

Buona signora Abbordate, è un piacere!

Tobia

Siete in errore, mio signore: abbordate la signora, fatemi il favore!

Andrea

Un tale favore, io non vi posso fare!

Tobia

E voi così invece la lasciate andare!

Andrea

Mia signora, prendete quindi la mia mano…

Maria

Con un gesto della mia io vi congedo, farvi ragionare è ormai un intento vano. (Esce)

Tobia

Brindiamo quindi alla vostra sconfitta.

Come mai avete quell’aria così afflitta?

Andrea

Di tornarmene a casa, vi comunico l’intenzione.

Tobia

Posso saperne il motivo, mio caro cavaliere?

Andrea

La cara Olivia del duca e di me stesso non ne vuole sapere;

un mese ancora resterò, quindi, poi fine dell’illusione.

Tobia

Brindiamo e balliamo allora, mio buon cavaliere,

passiamo insieme con gioia queste nostre ultime sere!

Atto I

Scena IV

(Palazzo di Orsino – Ent. Valentino e Viola\Cesario)

Valentino

Per il duca Orsino siete prezioso più di un diamante…

Viola\Cesario

Spero che il suo affetto rimanga sempre costante.

(Ent. Duca, Curio etc.)

Orsino

Cesario, ti chiedo di andare da Olivia e di fare di tutto per poterle parlare.

Viola\Cesario

Rinchiusa com’è nel suo grande dolore, temo che ella mi possa scacciare.

Orsino

Il tuo bell’aspetto, il giovane viso, alla mia amata daranno il sorriso.

Viola\Cesario

Andrò quindi a corteggiarla per voi, mio buon signore,

[a parte] anche se il posto suo vorrei avere nel vostro cuore.

Atto I

Scena V

(La casa di Olivia – Ent. Maria e Feste)

Maria

Dove sei stato, mio caro buffone?

Feste

In giro per il mondo per dimostrare,

quante cose da un buffone ogni uomo può imparare.

(Ent. Olivia e Malvolio)

Olivia

Portate subito via il buffone!

Feste

La signora portate via subito in verità!

Olivia

Attento! Quanto dici merita il bastone!

Feste

Lo merita soltanto chi afferma falsità.

Vi proverò pertanto che il buffone siete voi.

Chi piangete, dunque, mia signora?

Olivia

Un fratello caro ho perduto.

Feste

La sua anima pensate all’inferno sia andata?

Olivia

Questo no, in fede, non ho certo mai creduto.

Feste

La mia signora quindi fuori deve essere guidata!

Malvolio

Dovete dare, signora, a questo gran buffone

una dura punizione, non c’è altra soluzione.

Feste

Della volpe posso anche la furbizia non portare,

del buffone certamente non la stoffa in voi appare.

Malvolio

Buffoni meno svegli voi dovete già temere,

la mia signora così male non dovete intrattenere.

Olivia

Malato d’orgoglio, Malvolio, voi siete; il mestiere del buffone è criticare,

voi invece metter male volete, con la scusa di esser uomo di morale.

(Ent. Maria)

Maria

Un gentiluomo, mia signora, chiede a voi parola.

Olivia

Se lo manda Orsino, vi prego, mandatelo via (a Malvolio, che esce con Maria).

(Ent. Tobia, ubriaco)

Tobia

Un uomo desidera parlarvi, mia figliola (esce barcollando).

Feste

Sapete cosa sembra un ubriaco, signora mia? Un matto, uno stupido e un annegato:

un sorso lo rende sciocco, un altro pazzo, uno ancora ed è spacciato.

Olivia

Vai con lui buffone, ti prego, prima che si perda per la via (esce Feste).

(Ent. Malvolio)

Malvolio

Il messo, mia signora, di andarsene rifiuta.

Olivia

Che aspetto ha, dimmi, questo giovanotto?

Malvolio

La sua faccia è tutt’altro che barbuta;

in verità, egli giovane è come un passerotto.

Olivia

Fatelo entrare allora, insieme a Maria.

(Esce Malvolio, ent. Maria)

Il mio volto coprirò con un velo, il messaggero di Orsino accoglierò con cortesia.

(Ent. Viola\Cesario con il seguito)

Viola\Cesario

Chi di questa casa è l’onorevole signora?

Olivia

Parlate pure a me, della sua fiducia ella mi onora.

Viola\Cesario

Purtroppo non l’ho ancora mai veduta,

vi prego di dirmi se sto parlando a lei,

la musica del mio discorso altrimenti andrà perduta.

Olivia

Siete quindi un commediante?

Viola\Cesario

No, anche se dalla verità, signora, non siete poi distante.

Olivia

Parlate quindi, chi siete, cosa volete?

Viola\Cesario

Quello che ho da dirvi, altri non devono ascoltare.

Olivia

Lasciateci, (a Maria, che esce) e voi parlate, non fatevi pregare.

Viola\Cesario

Il mio bel discorso nel cuore di Orsino giace.

Olivia

Allora l’ho già ascoltato, e posso dirvi che non mi piace.

Viola\Cesario

Il vostro viso, signora, vi prego di mostrare.

Olivia

Eccolo, signore, ve lo farò ammirare (toglie il velo).

Viola\Cesario

La vostra bellezza causa è di sicuro

dell’amore del mio duca, così forte e duraturo.

Olivia

Nobile, giovane e valoroso è il vostro signore,

ma amore per lui non provo; rassegnarsi ormai dovrebbe, e lasciarmi nel dolore.

Viola\Cesario

Se vi amassi come vi ama il mio padrone, non sentirei ragioni;

urlerei il vostro nome al vento, in tutte le stagioni.

Olivia

Questo per me fareste, ma chi siete ancora ignoro.

Viola\Cesario

Di gentiluomo ho il titolo, mio unico tesoro.

Olivia

Comunque vi confermo, Orsino io non amo

andate pure a dirglielo, non mandi più nessuno;

a meno che voi non siate, portando il suo reclamo.

Viola\Cesario

Addio mia signora, spero egli sia rassegnato.

Che un giorno il vostro amore, possa esser così disprezzato (esce).

Viola\Cesario

Amore mi prende all’improvviso,

perché non è il duca ad avere il suo bel viso?

Malvolio!

(Ent. Malvolio)

Riporta questo anello del duca al messaggero.

Digli che dal suo signore lusinghe più non voglio;

il motivo, lo spiegherò a lui domani, se ritorna, io lo spero.

Malvolio

Vado, mia signora (esce).

Olivia

Destino, sia quindi ciò che deve essere;

di un disegno più grande, noi non siamo che tessere.

(fine Atto I)

 

 

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